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L'arte di Cirillo è un graffio profondo sulla nostra quotidiana realtà. Luther Blissett
arte
La disordinazione dell'arte, come arte
24 settembre 2015

di Luigi Impieri

“La disordinazione dell’arte, come arte”; questo il titolonon proprio istantaneamente comprensibile, della bella mostra personale diFrancesco Cirillo, Scrittore, Pittore e antagonista, dedicata a CarloGiuliani e che si è aperta al num. 12 del bel lungomare di Diamante (CS) il20-08 2004. Cirillo attualmente milita nei movimenti No-Global; è statoa Genova nella famosa manifestazione contro il G8 in cui, come tutti potrannoricordare, perse la vita il giovane Carlo Giuliani a causa di un proiettilesparato contro di lui, da un carabiniere. Per aver preso parte alle contestazioni genovesi, Cirillo èstato arrestato ed accusato di cospirazione insieme ad altri esponenti deimovimenti No-global.  In attesa di un nuovo processo che inizierà a Cosenza neldicembre 2004, si trova attualmente, in stato di fermo e dunque costretto adover quotidianamente apporre la propria firma presso la Caserma deicarabinieri di Diamante, paese in cui risiede. Cirillo, per come lo conosco io, è uno che non si è maiprestato a dover chiudere gli occhi contro ogni abuso o sopruso.  Si è sempre battuto contro la mafia, la corruzione,l’abusivismo edilizio, facendo nomi e cognomi. Si è sempre prodigato per difendere i diritti dei lavoratorie dei disoccupati…  Ebbene, in una regione come la Calabria, in cuiquotidianamente avvengono omicidi (la maggioranza dei quali restano impuniti),in cui il lavoro nero e l’abusivismo edilizio abbondano e dove quindi lo Statodi Diritto non esiste; alcuni magistrati hanno trovato il tempo per indagare edinquisire Cirillo (e insieme a lui altri dodici disobbedienti) che propriocontro tutte quelle cose si è sempre battuto. Oggi che mi trovo in stato di fermo, racconta Francesco, “lapittura e la scrittura rappresentano i mezzi più efficaci per sopravvivere alladisperazione e alla depressione provocati all’accanimento della magistratura eper continuare a lottare per i diritti fondamentali dei cittadini, nonostantetutto”. Osservando le sue belle tele, mi rendo conto che si è difronte ad un artista di grande spessore. La sua sensibilità naturalmente lo porta ad affrontare temisociali di grande attualità ma certo, egli non li descrive semplicemente inchiave contenutistica. In lui la forma assume una rilevanza fondamentale e perciòegli crea opere in cui affiora un equilibrio di forma e contenuto. I quadri esposti in questa mostra descrivono i momentisalienti dell’uccisione di Carlo Giuliani. Sono molto commoventi anche se nonproducono un esagerato pathos. Consentono invece all’osservatore di mantenere in equilibriola ragione con la sfera emozionale, la mente ed il cuore, al fine di analizzarequanto l’artista narra, più lucidamente. Questa chiave poco italiana ed anti-aristotelica didescrivere le cose mi ha colpito particolarmente. Cirillo sta bene attento ad esempio a non esagerare coi tonicromatici , a non eccedere su certi timbri che provocherebbero un eccesso dicoinvolgimento dello spettatore che egli, invece si aspetta, allerta. In alcuni dei suoi quadri, notiamo un’ambientazione scenografica:grigi palazzi senza finestre, fanno da sfondo ad una umanità di persone senzavolto o che indossano maschere; in alcuni casi solo un singolo individuo,riesce ad alzare la testa ed a farci vedere il suo vero volto.  Come non fare riferimento a tal proposito a quella grandeopera dell’artista norvegese Edward Munch, (del quale in questi giorni sistanno occupando le cronache a causa del furto avvenuto ad Oslo della sua Operapiù rappresentativa: ”l’Urlo”) “Passeggiata sul corso Johann, in cui il pittoreè l’unico ad attraversare controcorrente il corso che pullula di un’umanita’ diborghesi allucinati che assumono le sembianze di fantasmi. Dalla parte alta di un’opera particolarmente teatrale, scendono giù tre lampadine che si confondono col cielo, chepotrebbero fare luce ma che contemporaneamente producono ombre sulla vicendache ha avuto come esodo, la morte di Carlo Giuliani. Il teatro, dunque, investe le opere di Cirillo, assumendo laduplice funzione di spazio che invita gli spettatori ad avere la mente accesasu quando avviene quotidianamente nella società contemporanea ma è anche“teatrino, sfondo, messa in scena” di accadimenti importanti, che soloapparentemente accadrebbero per caso. Molto bella anche per la verve ironica con cui si presenta,è la locandina che invita a visitare la mostra, che ricordiamo terminerà il30-08-04; in copertina è riportata la foto di un pappagallo chiuso in unagabbietta.

All’interno vi è l’importante presentazione fattaall’artista da parte di Luther Blisset ( Prof. di Scienza dei movimentiplanetari presso l’Università di Tokio) che afferma tra l’altro: “ I lavori diFrancesco Cirillo, ripropongono(…)un luogo fisico e psichico dove abbiamo tuttila possibilità di resistere al pensiero unico. Cirillo nella sua arte dà la possibilità all’uomo qualunquedi autoliberarsi ed esprimere la propria coscienza veramente liberata. E’ un modo di dire basta alla società delle immagini chesputa solo melma nelle nostre menti”. 

La stessa locandina termina infine con alcune citazionicritiche degne di nota.

La prima è proprio del P.M. che lo ha inquisito,Domenico Fiordalisi il quale afferma: “E’ pericoloso”; l’ultima è della propriamamma, che dice: “ E’ il più grande artista che abbia mai conosciuto "



permalink | inviato da francesco cirillo il 24/9/2015 alle 7:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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